sabato 3 maggio 2014

Come iniziare un impianto di acquaponica


Innanzitutto l'acquario:

- Per il benessere dei pesci è bene mettere del ghiaietto per acquari ben pulito sul fondo.

- Riempire lentamente la vasca con acqua del rubinetto avendo l'accortezza di mettere un foglio di plastica sulla sabbia del fondale e una ciotola sulla plastica: così la ghiaia resterà al suo posto.

- Attivare il filtro e lasciarlo girare 24 ore per dare tempo al cloro di evaporare (se non volete aspettare comprate l'apposito prodotto nel negozio dove avete acquistato i pesci).

- Importante: prima di introdurre gli ospiti stabilizzate il livello del pH a 7, mediando tra l'ambiente acido di 6.5 richiesto dalle piante e quello lievemente basico preferito dai pesci (7.5).

Questa operazione richiede l'utilizzo del tester pH e di regolatori di buona marca, noi utilizziamo la formula in polvere GHE pH Down.

Vale la pena di notare che

Quale cibo Per i pesci in acquaponica

Lemna minor L. è una pianta acquatica
della famiglia delle Lemnaceae
conosciuta comunemente con
il nome di lenticchia d’acqua
Il cibo migliore sono i pesciolini vivi. La maggior parte dei pesci si nutrono di altri pesci: si tratta di un nutrimento molto ricco e sano, che costringe gli ospiti dell'acquario ad inseguire e catturare la preda, un esercizio che lo mantiene sano e che riproduce lo stile di vita naturale.

E' possibile anche produrre in casa un alimento bilanciato seguendo le indicazioni del rivenditore; per chi desidera un raccolto 100% organico questa è senz'altro la scelta migliore.

Qualunque sia la dieta seguita dai pesci è comunque possibile che si presenti una carenza nutrizionale. Abbastanza comune è la deficienza di Ferro, a cui si può supplire aggiungendo ogni 2 o 3 settimane poche

Piante da usare per acquaponica

Piante
Virtualmente si può optare per qualunque tipo di pianta.

Se si tratta di un impianto commerciale è preferibile una specie che prosperi in ambienti ricchi di azoto, come la lattuga, o le erbe aromatiche.

Infatti, è il cibo somministrato ai pesci a determinare il tipo di fertilizzazione delle piante, e non ne esistono in commercio con quantità di NPK diverse fra cui scegliere.

Se si tratta però di una coltivazione amatoriale, ci si può avventurare nella scelta delle piante a seconda del gusto personale: decorative, commestibili, medicinali, aromatiche eccetera.

L'importante è mantenere un rapporto equilibrato fra

Quali pesci usare per un impianto di acquaponica

Pesci
Ci sono diverse specie adatte tra cui è possibile scegliere.
E' essenziale che si tratti di pesci d'acqua fredda e non tropicali, non amando le piante l'acqua salmastra o salata.

Cosa serve per iniziare con un impianto di acquaponica?

- Una vasca per i pesci e un supporto per le piante


- Batteri per decomporre i rifiuti dei pesci

- Un filtro per ospitare i batteri e areare la vasca

- Pesci e cibo per i pesci

- Piante

- Regolatori del pH e test, supplementi micro e macro elementi, per supplire ad eventuali carenze nutritive.

- Attrezzatura per piante e pesci

Per procurarsi la vasca, i batteri e il filtro per ospitarli ci si può rivolgere ad un negozio di articoli per animali o di prodotti per acquari. I batteri in effetti si sviluppano naturalmente all'interno di questo mini-ecosistema in circa 3 settimane, ma per non correre rischi e non far girare a vuoto il tutto per così tanto tempo vale la pena investire nel loro acquisto, anche considerando che il loro numero può variare e potrebbe essere utile averne a portata di supplementari.
Per quel che concerne l'impianto idroponico, è possibile scegliere la tipologia che

Acquaponica




Si tratta di un'applicazione pratica nata una ventina d'anni fa, un ibrido che coniuga l'acquacoltura, ovvero l'allevamento ittico, e l'idroponica, ovvero la coltivazione di piante in acqua.

L'acquaponica rende inutili il filtro per l'acqua e il fertilizzante per la piante, trasformando l'impianto in un mini-ecosistema autosufficiente in cui i rifiuti vengono riciclati dalle radici, che filtrano così al contempo l'acqua.
Sebbene le tecniche del no soil e dell'allevamento ittico siano molto antiche, la combinazione dei due è recente e si può far risalire ai primi anni '70.
Studiata in ogni parte del mondo, interessa soprattutto